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Condannati i tre responsabili dell'aggressione omofoba di Roma
Pubblicato il 12 giugno 2013 |

Lo scorso 28 aprile erano stati picchiati e insultati perché gay. I responsabili dell'aggressione, avvenuta all'esterno di un locale di Ostiense, erano stati identificati e fermati dalle forze dell'ordine, ma immediatamente rilasciati senza l'applicazione di alcuna misura cautelare nonostante la convalida dell'arresto. Ora una nota di Imma Battaglia, presidente Di'Gay Project, fa sapere che le due vittime «hanno finalmente ottenuto giustizia».
«Ieri -spiega la nota- si è concluso il processo: il giudice ha condannato due degli aggressori a scontare otto mesi con il patteggiamento. Il terzo, che ha invece esperito il rito abbreviato, ne ha meritati dieci. A titolo provvisionale è stato infine disposto un ammontare di tremila euro a testa come risarcimento del danno, oltre alla condanna a sostenere le spese legali del processo».
L'avvocato Valentina Ciaramella sottolinea con soddisfazione come «Il fatto che un giudice penale commini una provvisionale già in sede penale, anticipando un risarcimento che in genere attiene alla sfera civilistica, è un risultato importantissimo, perché indica che il giudice ha riconosciuto un danno talmente ingiusto da meritare un risarcimento anticipato. Questo è un segnale forte nella lotta contro l'omofobia».
Francia: attivista gay 19enne aggredito e picchiato a morte da un gruppo di neonazisti
Pubblicato il 07 giugno 2013 |

È stato aggredito da un gruppo neonazista, picchiato e colpito alla testa con un pugno di ferro. Dopo un giorno di agonia Clement Meric è stato dichiarato morto dai medici. Aveva solo 19 anni.
Studente di Scienze Politiche, antifascista ed attivista per i diritti gay, è stato aggredito ieri per le strade di Parigi da un gruppo di quattro persone (tra cui forse anche una ragazza) tutti appartenenti all'organizzazione di estrema destra Jeune nationaliste revolutionnaire. Picchiato selvaggiamente, le sue condizioni sono apparse immediatamente gravi ai soccorritori ed i medici ne hanno immediatamente dichiarato la morte celebrale. Poi ieri, introno alle 18, ne è stata constata la morte ufficiale.
Appresa la notizia, l'Assemblea Nazionale ha deciso di restare un minuto in silenzio in ricordo della giovane vittima: «Abbiamo scoperto con orrore dell'abominevole aggressione di cui è stato vittima, ieri sera a Parigi, un giovane militante politico. L'Assemblea Nazionale condanna qualsiasi atto di odio e violenza e rivolge il suo sostegno e appoggio alla famiglia».
Nuovo omicidio omofobo in Russia, il secondo in meno di un mese
Pubblicato il 04 giugno 2013 |

Dopo il brutale assassinio di un 23enne (a quanto pare torturano ed ucciso dai suoi stesi amici dopo il suo coming out), in Russia si è registrato un nuovo efferato delitto omofobo.
La vittima è il vicedirettore 39enne dell'aeroporto di Ozyornaya (in Kamchatka), accoltellato e calpestato a morte da tre uomini a causa di quello che gli inquirenti definiscono un «orientamento sessuale non tradizionale». Secondo la ricostruzione, i tre assassini avrebbero deciso di tendergli un agguato non appena scoperta la sua omosessualità, cercando poi di coprire le proprie tracce riponendo il corpo cosparso di benzina nella sua auto prima di dargli fuoco.
La autorità hanno ora fermato tre sospetti, tutti residenti nello stesso quartiere della vittima e di cui si sa ben poco. Alcune agenzie governative riportano che uno di loro ha 21 anni e lavorava in una vicina azienda per la lavorazione del pesce.
La preoccupazione, però, riguarda soprattutto l'escalation di violenza omofoba, pronta colpire chiunque ed ovunque per il solo fatto di essere gay. Alcuni attivisti russi sottolineano anche come questo sentimento sia alimentato dalle leggi anti-gay in discussione alla Duma e già approvata in alcune regioni. Il tutto con l'appoggio e la spinta degli ortodossi.
Un pacco contenente feci è stato recapitato al sindaco che ha celebrato il primo matrimonio gay di Francia
Pubblicato il 4.6.13 |

Hélène Mandroux è il sindaco di Montpellier, in Francia, che nel febbraio del 2011 unì simbolicamente in matrimonio Tito Livio Santos-Mota e Florent Robin: le nozze avrebbero dovuto aver luogo in Portogallo (Paese di origine di Livio) ma lei volle far scoppiare il caso per far sì che la Francia avviasse una seria discussione sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ora, dopo che la legge è stata approvata, è sempre lei ad aver celebrare il primo matrimonio gay, accompagnando la promessa di eterno amore fra Vincent Autin e Bruno Boileau (nella foto).
Ma, così come incitato anche dall'Osservatore Romano, gli oppositori alla norma pare non se ne vogliono fare una ragione ed è in continua crescita il numero di azioni violente finalizzate ad imporre con la forza la propria volontà. Anche Hélène Mandroux è finita nel mirino dei gruppi omofobi e, oltre ad una lettera di minacce, si è vista recapitare anche un pacco contenente feci.
Lei non si è certo persa d'animo e, per nulla intimorita, ha dichiarato: «Attraverso l'unione di Vincent e Bruno viviamo un passo avanti per la società. Una grossa discriminazione sta sparendo. Come medico di professione, ho sempre pensato che essere discriminati in base all'orientamento sessuale fosse inaccettabile. Vincent dice che è la vittoria dell'amore sull'odio e io non posso che essere d'accordo».
Deriso perché gay, a Roma un 16enne si getta dalla finestra della sua classe
Pubblicato il 29 maggio 2013 |

Mentre in Francia si è celebrato il primo matrimonio gay e mentre Il Gionale continua a ripetere che l'omofobia non esiste (ma è solo auto-suggestione di chi la strumentalizza per attaccare la famiglia tradizionale), un sedicenne di Roma ha tentato il suicidio perché esausto dalle prese in giro dei compagni e dell'atteggiamento del padre che non accettava la sua omosessualità.
Ed è così che questa mattina, poco prima di mezzogiorno, il giovane ha deciso di farla finita e si è gettato dalla finestra della sua classe, al 3° piano dell'Istituto Tecnico Nautico di Roma. I motivi del gesto erano stati affidati ad un messaggio pubblicato su Facebook e solo la fortuita presenza di una minicar che gli ha attutito la caduta ha evitato il peggio.
Trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Camillo, il ragazzo ha ricevuto le prime cure e risulta fuori pericolo. Agli agenti intervenuti sul posto, i compagni di classe hanno confermato che il 16enne era soggetto a continue prese in giro.
Il vicepreside della scuola ha dichiarato: «Sono sconvolto, non si sa che gli passa per la testa a questi ragazzi. Nella nostra scuola bullismo zero, e razzismo zero. È una scuola accogliente e il problema è capire cosa gli è saltato in mente, e nessuno lo può sapere. È un ragazzo fragile, sensibile».
Parigi, attivista anti-gay si suicida a Notre-Dame
Pubblicato il 21 maggio 2013 |

Dominique Venner aveva 78 anni ed era un noto storico francese di estrema destra. Il suo maggior timore è che «la Francia cada nelle mani degli islamisti» e non aveva mancato di sfruttare la sua posizione di direttore di una rivista bimestrale per opporsi strenuamente alla legge sui matrimoni gay (promulgata sabato scorso dal presidente François Hollande).
Oggi pomeriggio, intorno alle 16, è entrato nella cattedrale parigina di Notre-Dame e, raggiunto uno degli altari, si è suicidato sparandosi un colpo di pistola alla bocca. La cattedrale è stata immediatamente evacuata dalle forze dell'ordine e accanto al suo corpo è stata rivenuta una lettera di cui non si conosce ancora il contenuto.
Il gesto pare sia riconducibile proprio al suo dissenso dalla norma che legalizza i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Solo pochi giorni fa, infatti, sul suo blog aveva scritto: «Ci vorrà certamente un gesto nuovo, spettacolare e simbolico per scuotere la sonnolenza, scrollare le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini. I manifestanti del 26 maggio hanno ragione di gridare la loro collera. Una legge infame che, una volta votata può sempre essere abrogata. Non basterà organizzare delle gentili manifestazioni di strada per impedirle [le nozze gay, ndr]. C'è bisogno di una riforma intellettuale morale».
A pochi minuti di distanza dalla notizia, il leader dell'estrema destra francese del Front National (Marine Le Pen) ha commentato su Twitter: «Tutto il nostro rispetto a Dominique Venner, il cui ultimo gesto, eminentemente politico, è stato di tentare di svegliare il popolo di Francia». Pare preannunciarsi, dunque, una strumentalizzazione dell'accaduto per alimentare ulteriormente la tensione sociale.
Prese a martellate un gay. Arrestato l'aggerssore
Pubblicato il 20 maggio 2013 |

Ricordate la storia del giovane 24enne presso a martellate in un Internet point di Palermo semplicemente perché stava guardando un sito gay? A 18 giorni di distanza dall'accaduto, la polizia ha arrestato il presunto aggressore.
Si tratta di Marco Landino, 29 anni, ora in carcere in seguito all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Marina Petruzzella. L'uomo dovrà rispondere di lesioni personali aggravate dai futili motivi, nonché di porto abusivo di armi da taglio (trovate in suo possesso al momento dell'arresto).
A mettere gli investigatori sulle sue tracce anche la rivendicazione pubblicata dallo stesso Landino su Facebook: fiero delle sue azioni, infatti, l'uomo si era fotografato con in mano il martello usato per l'aggressione e aveva scelto quell'immagine per il proprio profilo. A corredo anche un testo, ricco di insulti omofobi, con il quale ha orgogliosamente raccontato l'accaduto agli amici.
Russia: 23enne torturato e ucciso dai suoi stessi amici dopo il coming out
Pubblicato il 13 maggio 2013 |

Torturato e ucciso dai suoi stessi amici per aver fatto coming out con loro. È questa la terribile storia che arriva dalla città di Volgograd, in Russia.
Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne aveva deciso di festeggiare il 9 maggio (il "Giorno della vittoria" degli Alleati sui nazisti) andando a bere qualcosa insieme ad alcuni amici (tutti di età compresa tra 22 e 27 anni). Il ragazzo aveva anche scelto quell'occasione per confidargli la propria omosessualità e pare che sia stato proprio il suo coming out a scatenare la loro furia omicidia.
In un impeto di violenza inaudita, il ragazzo è stato seviziato a morte con cocci di bottiglia e pietre, dopo essere stato sodomizzato con una bottiglia. Il corpo senza vita è stato ritrovato solo nella mattinata di venerdì, all'interno di un cortile di un edificio della città.
La polizia ha preferito etichettare l'accaduto come un semplice "omocidio", ma le associazioni lgbt del Paese non hanno dubbi nel parlare di un atto a sfondo omofobo. Per la comunità gay locale, infatti, la vita non è affatto semplice in una nazione in cui solo l'1% della popolazione vede di buon occhio i gay. In Russia l'omosessualità è stata depenalizzata solo nel 1993 ed è stata considerata una malattia mentale sino al 1999. Ma ad alimentare odio e discriminazione sono anche tutte le continue prese di posizione della Chiesa Ortodossa e le varie leggi anti-gay che si stanno moltiplicando a macchia d'olio. Non a caso l'attivista gay Nikolai Alexeiev non ha dubbi nel sostenere che: «L'isteria contro i gay è incoraggiata in Russia».
Zambia: due giovani arrestati per atti contro natura
Pubblicato il 07 maggio 2013 |

Accade in Zambia, dove due giovani gay sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di sodomia e di atti sessuali contro natura. A denunziare il 20enne James Mwape ed il 21enne Philipp Mubiana è stata la famiglia di uno dei due che, anziché proteggere proprio figlio, ha preferito consegnarlo nelle mani dei carnefici. I due rischiano ora fino a 14 anni di carcere.
I due giovani convivevano in un appartamento nel nord del Paese e la polizia asserisce che vivessero «come marito e moglie». Anzi, le loro indagini avrebbero portato ad appurare che Philipp ricoprisse il ruolo di "moglie" mentre James quella del "marito". A rendere ancor più squallida la vicenda i test clinici che gli agenti avrebbero condotti sui loro corpi alla ricerca di prove della loro sodomia.
Martedì prossimo i due dovranno rispondere del loro amore davanti ad un giudice, mentre le forze politiche e la Chiesa plaudono all'arresto. Se Chishimba Kambwili, ministro dello sport e della gioventù, ha affermato che «Non vogliamo che i bambini dello Zambia vengano a conoscenza del vizio e non tolleriamo l'omosessualità», la Chiesa non ha mancato di sostenere che l'omosessualità possa portare ad una degradazione del Paese, motivo per cui hanno offerto il massimo appoggio all'ipotesi di pene più severe nei confronti dei gay.
Palermo: 24enne preso a martellate perché guardava un sito gay
Pubblicato il 02 maggio 2013 |

Un'assurda storia di cronaca ci arriva da Palermo. Un ragazzo rumeno di 24 anni stava navigando su Internet all'interno dell'Internet Point di via Torino quando un altro avventore si è accorto che sul suo schermo c'erano alcune fotografie di uomini. Quest'ultimo lo ha così aggredito verbalmente con frasi omofobe e fra i due è scoppiata una lite.
È a quel punto in terzo avventore ha preso un martello dalla propria valigia ed ha colpito il 24enne. La vittima è poi stata portata al pronto soccorso del Policlinico dove gli sono stati dati alcuni punti di sutura.
La polizia è ora sulle tracce dell'aggressore, ma l'accaduto non può che accendere i ;riflettori su un clima omofobo inaccettabile e che spesso rischia di sfociare nella follia e nel criminale.
Aggressione omofoba a Roma. Arrestati i responsabili
Pubblicato il 29 aprile 2013 |

Ancora un'aggressione omofoba a Roma. I fatti risalgono alla notte fra sabato e domenica scorsi, quando due ragazzi gay sono stati aggrediti in via Ostiense, all'uscita del locale in cui lavorano.
Ad attenderli quattro ragazzi e tre ragazze che, dopo alcuni insulti, hanno deciso di passare alle mani. Il tentativo di scappare si è rivelato inutile per uno dei due, afferrato e trascinato a forza fuori dall'automobile in cui stava cercando riparo. Peggio ancora è andato all'amico, ferito gravemente per essere accorso in suo aiuto (la prognosi è di trenta giorni per trauma cranico, fratture multiple e lesioni su tutto il corpo).
Un terzo ragazzo è riuscito ad allontanarsi e ad allertare i carabinieri: solo il loro tempestivo intervento sul luogo è riuscito a fermare quella brutale aggressione. Per i responsabili, fortunatamente individuati e fermati, sono scattate le manette.
È stata Imma Battaglia, candidata Sel al consiglio comunale di Roma, a rendere noto l'accaduto, commentando che: «I ragazzi aggrediti oggi si definiscono fortunati perché ancora vivi e questo è inammissibile. Roma è ormai diventata terra di nessuno, abbandonata a se stessa, alla criminalità, alla violenza e al caos: si percepisce con chiarezza un senso di pericolo, precarietà e insicurezza, dovuto all'assenza della politica».
Manifesti shock a Treviso contro gay e stranieri
Pubblicato il 19 aprile 2013 |

Un vero e proprio bliz notturno ha portato al tappezzamento di alcune vie centrali di Treviso con manifesti shoccanti contro gay ed immigrati. A corredo dell'immagine di un'atto sessualmente esplicito anche la firma della Lega, partito che ha immediatamente negato ogni responsabilità dichiarando: «La Lega non c'entra nulla. Quereleremo, danneggiata l'immagine del movimento. Iniziativa choccante e assurda».
Fatto sta che stamattina, non appena visti i manifesti, molti cittadini inorriditi hanno allertato le forze dell'ordine. Ora la polizia giudiziaria dei vigili urbani, la Digos e i carabinieri stanno indagando e già paiono spuntati i primi possibili indiziati: due trevigiani di età compresa tra i 20 ed i 25 anni.
«È istigazione al razzismo. Fermiamo un'ondata pericolosa di odio che rischia di colpire chi è extracomunitario ma paga le tasse e rispetta le regole come qualsiasi italiano» ha dichiarato Antonio De Poli, senatore dell'Udc e coordinatore regionale del partito in Veneto, aggiungendo: «Al di là del fatto che la Lega abbia preso le distanze, è un dato di fatto che il Carroccio abbia costruito delle campagne discriminatorie contro gli immigrati extracomunitari speculando sulle paure dei cittadini».
Nuove violenze omofobe in Francia
Pubblicato il 18 aprile 2013 |

Il «sì» del Senato al progetto di legge sulle unioni gay in Francia ha scatenato una nuova e preoccupante ondata omofoba. Oltre agli scontri di piazza, c'è chi ha preferito optare per la violenza privata, ricorrendo a vere e proprie aggressioni di chiunque sia considerato "colpevole" di essere gay (e, quindi, possibile beneficiario della norma).
Se le foto del volto sfigurato di Wilfred de Bruijn (il giovane aggredito a Parigi nella notte tra il 7 e l'8 aprile) hanno fatto il giro del mondo, ieri sera un altro grave fatto di cronaca ha macchiato di sangue le strade della capitale francese. Erano circa le 22 quando quattro uomini con le teste rasate hanno assaltato un bar gay di Lille, dapprima scagliando delle sedie contro le vetrine, poi malmenando gli avventori seduti sulla terrazza. Il bilancio è di tre feriti, fra cui anche il proprietario.
Ma è difficile pensare alla follia di qualche cane sciolto se si considera come i grandi gruppi di potere paiano tutt'altro che intenzionali a far cessare le violenze. Se André Vingt-Trois, presidente uscente della Conferenza episcopale, aveva pronunciato alcune parole a metà tra la constatazione di un rischio e l'istigazione alla violenza, ben peggio è riuscito a fare Philippe Cochet (deputato del partito di destra Ump) che nel bel mezzo dell'Assemblea Nazionale ha tuonato: «Vi accuso, signori e signore della sinistra [...] state assassinando dei bambini. È uno scandalo». Accuse gravi poi solo parzialmente ritrattate dopo le proteste dei presenti, quando ha aggiunto: «Il termine non era appropriato. Ma il danno resta comunque e consiste nello spezzare la vita dei bambini».
Ma davvero prelati e politici non sanno che qualcuno finirà con il credere davvero a quelle parole senza capire che sono solo delle volute esagerazioni? O, forse, lo sanno benissimo e non hanno alcuna intenzione di fermare o far scemare l'ondata di violenza che ha colpito il Paese?
Dal canto suo Francois Hollande ha fortemente condannato le degenerazioni di alcune manifestazioni e l'assalto al bar gay di Lille. Nell'occasione ha anche ricordato che «Bisogna rispettare il Parlamento e la legge, rispettare il suffragio universale, che era stato informato delle mie intenzioni quando mi sono presentato davanti a lui». Non va assolutamente dimenticato, infatti, che quel progetto di legge era stato ampliamene illustrato prima delle elezioni e che il voto popolare delle urna ne ha pienamente legittimato l'approvazione.
Roma: accoltellato da un ragazzo conosciuto in chat
Pubblicato il 16 aprile 2013 |

L'inizio sembra quello di una storia come tante altre. Un 41enne romano conosce in chat un ragazzo 21enne di origine turca: i due si scrivono, si parlano, si piacciono e lui lo invita a casa sua, nel quartiere di Tor Carbone a Roma. L'appuntamento è fissato per il 7 aprile scorso ed anche il copione dell'incontro pare normale: qualche giro di parole e, senza pensarci troppo, si passa al sodo.
Ma è proprio al termine del rapporto sessuale che avviene il fattaccio: il ragazzo tira fuori un coltello e chiede al padrone di casa di consegnargli tutti i soldi e gli oggetti preziosi presenti nell'abitazione. Al suo rifiuto A.M.Y. (queste le sue iniziali) non esita ad accoltellarlo sino a ridurlo in fin di vita. Fortunatamente l'uomo riesce ad avvertire un amico facendo fuggire il ragazzo.
Sporta denuncia, la polizia è riuscita a rintracciare il 21enne proprio mentre si stava accingendo ad abbandonare la capitale. Per lui sono scattate le manette ed attualmente si trova nel carcere di Regina Coeli in attesa di rispondere dell'accusa di tentato omicidio. Il 41enne, invece, è stato trasportato all'ospedale San Camillo e sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.
Un brutto caso di cronaca, insomma, che non può che far riflettere sui rischi di incontri spesso facili ma che portano ad aprire la porta di casa a perfetti sconosciuti. E, si sa, non manca mai chi ne approfitta per scopi illeciti.
Due trans aggredite da otto ragazzi che gli sparano con una pistola ad aria compressa
Pubblicato il 15 aprile 2013 |

Otto ragazzi campani, tutti di età compresa fra i 18 e 20 anni, avrebbero circondato due transessuali e, dopo averle apostrofate con farsi razziste e ingiuriose, le avrebbero sperato alla schiena e al seno con una pistola ad aria compressa.
È questa la ricostruzione di quanto avvenuto la scorsa notte in in viale Regina Elena, sul lungomare di Rimini, intorno alle 2.20 di notte. Ad intervenire sul posto è stata una volante della polizia che ha provveduto anche ad identificare gli aggressori. Si tratterebbe di alcuni ragazzi, posti sotto il controllo di due accompagnatori, giunti in città per un corso scolastico. Nella loro camera d'albergo è stata ritrovata anche la pistola che si presume sia stata utilizzata per l'aggressione.
Contro di loro, però, non è stato preso alcun provvedimento dato che le due transessuali hanno deciso di non sporgere denuncia perché -a loro dire- incapaci di identificarli con certezza.
Parigi: due aggressioni omofobe in meno di 24 ore
Pubblicato il 08 aprile 2013 |

È una situazione preannunciata e non certo priva di responsabili quella che nello scorso week-end ha bagnato di sangue le vie di Parigi. Sono ormai mesi che la Chiesa e la destra del Paese lanciano proclami sulla "pericolosità" delle unioni gay e, non a caso, dalle prime manifestazioni si è ben presto passati a disordini di piazza in nome di una fantomatica "difesa" della famiglia tradizionale.
Era solo questione di tempo prima che qualcuno pensasse di farsi "giustizia" da solo. Ed è così che in meno di ventiquattr'ore la capitale francese è stata lo scenario di ben due gravi aggressioni omofobe.
Nella notte tra sabato e domenica scorsa, Wilfred de Bruijn (in foto dopo il pestaggio) è stato aggredito in una zona centrale della città, a pochi passi dalla stazione metro di Ourcq. Il suo camminare abbracciato al compagno ha scatenato l'ira di un uomo che, al grido di «frocio» lo ha preso a pugni sino a riempirlo di livi, rompergli un dente e procurargli dieci giorni di prognosi.
Ma la cronaca riporta che nella stessa notte anche un altro gay, di nome Sylvain, sia stato aggredito perché camminava mano nella mano con il proprio ragazzo.
Via Spetteguless
Coppia gay aggredita per un bacio
Pubblicato il 02 aprile 2013 |

«Mentre ci stavamo baciando abbiamo sentito un sasso di piccole dimensioni arrivarci in testa. Poi si sono avvicinati questi due ragazzi, dal volto mezzo travisato, italiani, non era molto ben chiaro, e ci hanno sferrato due pugni e un calcio». Così un ragazzo di 23 anni racconta l'aggressione subita qualche giorno fa a San Donà di Piave (Venezia), scatenata dal semplice fatto che in quel momento si stesse baciando con un altro ragazzo in parcheggio vicino a un locale pubblico della cittadina.
Ancor più drammatico è come l'aggressione non sia che la punta di un iceberg, costituito da una continua violenza omofoba a cui il giovane è sottoposto quotidianamente: «Viviamo nel terrore, nella paura -dichiara- I miei genitori pensano che io sia malato, mi mandano dallo psicologo. Dicono sempre che "una buona cura mi farà diventare normale". Cosa dobbiamo fare?».
Ed ancora: «Non è facile vivere in questa società. La cosa peggiore è avere papà e mamma che ti credono malato. Io non sono malato, se trovassi un occupazione me ne andrei subito. È che purtroppo non c'è lavoro, e così devo passare le giornate a casa». Ed è proprio l'abbandono dell'Italia e della società che lo addita come "diverso" a spingerlo ad affermare che «La mia unica speranza, o meglio sogno, è di scappare via dall'Italia. Andare all'estero, trovare un lavoro e non essere additato come un diverso».
Chiesti 14 anni di reclusione per il "pornomassaggiatore" di Busto Arsizio
Pubblicato il 28 marzo 2013 |

Non solo si spacciava per medico sportivo senza averne i titoli, ma narcotizzava ed abusava dei suoi pazienti durante le sedute di massaggio, provvedendo anche a documentare il tutto con alcune fotografie. Ora il PM di Busto Arsizio ha chiesto per lui una condanna a 14 anni di reclusione (10 per gli abusi sessuali e 4 per l'esercizio abusivo della professione medica, truffa e lesione).
Stando alle ricostruzioni, Roberto Benatti avrebbe riservato quel trattamento a circa 150 vittime (di cui 48 uomini), provvedendo a somministrare dei narcotizzanti con la scusa che le manipolazioni necessarie alla zone pelviche sarebbero risultate troppo dolorose da sopportare in uno stato di piena coscienza. Ed è così che i suoi pazienti -credendolo uno stimato professionista- assumevano le sostanze che lui gli forniva per poi risvegliarsi senza rendersi conto di cosa era accaduto.
Nel 2007, però, qualcosa gli andò storto: un paziente aveva un fisico robusto e soffriva d'ansia, motivi per cui rimase in un uno stato di dormiveglia cosciente in cui si rendeva conto di tutto ciò che accadeva attorno a lui, seppur non riuscisse a muoversi.
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Parigi: la furia dei manifestanti anti-gay degenera in scontri con la polizia
Pubblicato il 25 marzo 2013 |

I contestatori della norma sul "matrimonio per tutti" sono nuovamente scesi in piazza per chiedere che il progetto di legge, già approvato dalla Camera, venga rigettato dal Senato. Come ormai consuetudine, all'indomani dell'evento è già possibile assistere al consueto braccio di ferro sulle cifre: 300mila presenze per la autorità e 1,4 milioni secondo gli organizzatori e i giornali cattolici.
Ma nella cronaca della giornata tiene banco anche la furia di alcuni facinorosi che hanno portato a scontri aperti con le forze dell'ordine. Il tutto ha avuto inizio quando un centinaio di persone hanno cercato di sfondare i cordoni della polizia per raggiungere i prati degli Champs-Élysées, inibiti alla folla dopo gli ingenti danni intenzionali riportati in seguito alla manifestazione dello scorso dicembre. Ben presto altri manifestanti si sono uniti a loro, arrivando anche a bloccare uno degli incroci che portano all'Eliseo. Intervenuti con gas lacrimogeni ed idranti, gli agenti in tenuta anti sommossa hanno tentato di disperdere la folla ed hanno arrestato due manifestanti riconducibili a frange di estrema destra.
Poi, quasi a dimostrazione che tutto il mondo è Paese, nel corteo è stato rivendicata anche un'argomentazione che spesso si sente anche in Italia, ossia che il governo avrebbe dovuto concentrarsi sulla crisi economica e non sui matrimoni gay (quasi come se non fosse possibile fare due cose contemporaneamente). Inutile da dirsi che una simile posizione è fortemente egoistica e sottintende che le proprie esigenze personali debbano sempre e comunque prevalere su quelle altrui.
Inghilterra: adolescente uccide un compagno gay dandogli fuoco ai testicoli
Pubblicato il 22 marzo 2013 |

Steven Simpson era un ragazzo di 18 che viveva a Barnsley, in Inghilterra. Affetto dalla sindrome di Asperger, epilessia e disturbi del linguaggio, era andato a vivere da solo in una nuova casa dopo aver dovuto abbandonare la precedente a causa di continui atti di bullismo verso la sua omosessualità.
Ma le cose non sono certo andate meglio. Proprio in occasione della festa per il suo 18° compleanno, alcuni degli invitati hanno iniziato a deriderlo per la sua malattia e per il suo orientamento sessuale. Ed è a quel punto che il 20enne Jordan Sheard (in foto) l'ha obbligato a spogliarsi e, dopo averlo cosparso il suo corpo con crema abbronzante, gli ha incendiato i testicoli.
Le fiamme sono divampate inesorabili e i ragazzi presenti si sono dati alla fuga, peraltro senza che a nessuno venisse l'idea di provare a soccorrere Steven. Giunto in ospedale, il ragazzo è morto il giorno seguente a causa delle ustioni riportare sul 60% del corpo.
Alle autorità i partecipanti alla festa hanno tutti raccontato che era stato lo stesso Steven a darsi fuoco, ma poco prima di morire, il giovane avrebbe raccontato al padre che uno dei ragazzo aveva preso una bottiglia dal cassetto e l'aveva gettata su di lui. Da qui l'ipotesi di reato e l'inizio delle indagini.
Alla fine è stato lo stesso Sheard a cedere e a confessare, raccontando l'accaduto pur sostenendo che quello fosse stato solo uno stupido scherzo finito male. Ora dovrà scontare tre anni e mezzo di carcere per omicidio colposo.







