Gli omosessuali sono contrari alle nozze gay. Lo sostiene l'Unione Cristiani Cattolici Razionali

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Con crescente frequenza la stampa cattolica tende ad essere ancor più faziosa di quella politica. È il caso dell'Osservatore Romano che ha sparato la cifra di «quasi un milione» di partecipanti alla alla manifestazione contro i matrimoni gay di Parigi o di tutti quegli articoli che hanno presentato gli Homovox (un gruppetto di gay francesi contrari al matrimonio) come voce dell'intera comunità gay.
Riguardo alla simile proposta di legge in discussione anche in Inghilterra, l'Unione Cristiani Cattolici Razionali ha pubblicato un articolo dal titolo «Omosessuali contro le nozze gay: la famiglia è una sola». L'uso del plurale lascerebbe intendere si stia parlando dell'intera categoria ma, qualora ci si addentrasse nella lettura dell'articolo, ci si accorgerebbe che il riferimento è in realtà a solo due persone: Julie Bindel ed Alfonso Signorini. Poi, nel tentativo di aumentarne l'autorevolezza, l'autore fa anche il riferimento anche a dei non meglio precisati «altri numerosi omosessuali» che appoggerebbero le loro tesi.
Grazie alla presenza di tante brevi citazioni, il discorso di Julie Bindel viene presentato in maniera un po' fumosa, lasciando aperti molti interrogativi. Il suo antagonismo verso i matrimoni gay è infatti motivato dal sentir "tradito" quel sentimento serpeggiante nella comunità lgbt degli anni '70, impegnata nella rivendicazione del proprio diritto al «rifiuto dell'eterosessualità obbligatoria e dello stile di vita che essa implicava». Ma l'accozzaglia di citazioni riportate (con indicate in grassetto farsi come «imitare la struttura famigliare eterosessuale», «isteria pro-matrimonio» e «una parte non maggioritaria») ne rendono veramente difficile la comprensione (se non nella manifesta contrarietà alle nozze gay).
Ed è così che l'articolo accorre in auto al lettore presentando la simile opinione dell'«omosessuale mediatico» Alfonso Signorini (che poi tanto simile non appare, ndr). In questo caso la citazione è riportata chiaramente: «Prima di batterci per il matrimonio omosessuale o l'adozione da parte di coppie dello stesso sesso ci sono urgenze maggiori [...]. Io sono contrario al matrimonio gay o etero che sia. E lo dico da omosessuale. Sono contrario alle adozioni da parte di coppie gay. La famiglia è una sola. Un maschio e una femmina. È nella natura delle cose da sempre».
Considerato come ieri persino l'omofobo Pontifex.Roma sia arrivato ad asserire che alcuni gay (naturalmente «casti») scriverebbero per loro, quella di mettere in bocca agli altri le proprie idee (magari per giusto per rigettare eventuali accuse di omofobia) sembra ormai una pratica sempre più consolidata fra i cattolici.
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4 commenti
Red
24 gennaio 2013 01:19 - Delete
Dei tizi che si scelgono quel nome, già preannunciano il loro fanatismo. Purtroppo cresce in continuazione il numero di gruppi che nascondono il loro odio dietro a motivazioni religiose...
Anonimo
24 gennaio 2013 07:39 - Delete
'Razionali' l'hanno messo lì solo per bellezza
luigi43
24 gennaio 2013 09:16 - Delete
Questi "costruttori di ponti" (come tutti sappiamo,questo è il significato) che di ponti pochini ne fanno per congiungere due opposte sponde, seguono la più elementare strategia militare :divide et impera.Hanno veramente paura della laicità che li ridurrebbe sul lastrico e cercano di distogliere l'attenzione dal loro marciume e così indicano un nemico da odiare e perseguitare per dare una ragione alla loro esistenza. Poichè comprendono che da un nemico unito verrebbero travolti.
loran
24 gennaio 2013 09:39 - Delete
Razionali? ma de che, questi vogliono mascherare come tutti la loro tesi irrazionale con una parvenza razionale nel senso "se anche i gay sono contro il matrimonio omosessuale allora è sbagliato" ma anche molti eterosessuali sono contrari al matrimonio tradizionale allora su questa base possiamo abolire il matrimonio?
Ci sono molte persone gay che sono contrarie al matrimonio per loro scelta personale, ma questo non vuol dire che visto che è un diritto civile di tutti non si debba colmare questa lacuna di civiltà.
Consideriamo anche che ci sono moltissimi gay (cattolici, di destra ma anche sinistra) che si accontentano di stare in un angolo e dell'osso lanciato dal mondo eterosessuale e se ne vogliono stare tranquilli e non dare fastidio, scelta rispettabile ma non bisogna far passare le proprie scelte personali come quelle di tutti gli altri.
La questione del matrimonio gay non è una questione di quanti lo vogliano o non lo vogliano, è la questione di dare un diritto civile (come il voto politico, il lavoro, la patente di guida) ad una categoria di cittadini che oggi ne è esclusa.

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