Gasparri: «Quello della Concia è un finto matrimonio»

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Dopo Giovanardi, anche Maurizio Gasparri ha voluto esprimere il proprio giudizio sul matrimonio di Paola Concia con la sua compagna. Oltre al suo disappunto per un'unione fra due persone dello stesso sesso, il capogruppo del Pdl al Senato non ha evidentemente digerito le polemiche fra la donna ed il quotidiano cattolico Avvenire (scettico sull'unione ma anche accusato di aver pubblicato notizie false riguardo a dei presunti compensi derivati dalla cessione dei diritti di esclusiva).
Fatto sta che il piatto risultava assai ghiotto, con la possibilità di attaccare in un sol colpo le unioni omosessuali e di difendere a spada tratta un quotidiano cattolico. Ed è così che ha dichiarato: «Suggeriamo a chi ha le idee confuse in materia di famiglia e di matrimoni di leggere la risposta che ha pubblicato oggi il quotidiano Avvenire a firma del suo direttore Tarquinio. Sono considerazioni chiare, non ideologiche, basate sul buon senso e sulla Costituzione. L'unica famiglia tutelata dalla Costituzione e orientata alla vita è quella formata da un uomo e una donna. L'aggressione polemica della Concia ad Avvenire è priva di senso come il suo finto matrimonio. Legga anche lei le parole di Tarquinio piene di equilibrio, saggezza e verità».

Sarà, ma più che di "saggezza e verità" pare semplicemente un discorso che ben si sposa con la posizione anti-gay sostenuta da più esponenti della sua coalizione e da lui spesso usata anche come vero e proprio cavallo di battaglia propagandistico per la ricerca di voti da parte di una certa parte del mondo cattolico. Perlomeno è quanto appare ricordando il suo discorso dello scorso luglio a Mirabello, in occasione della Festa della libertà, quando dal palco ha dichiarato: «Se i moderati si presenteranno divisi all'appuntamento elettorale non potrà che vincere la sinistra, secondo lo schema che si è visto nel 1996 per la prima volta. E a quel punto che tipo di legislazione ci sarà sui temi essenziali per il mondo cattolico come la vita, la famiglia, il no alle coppie gay, eccetera?».
8 commenti
Rex
11 agosto 2011 04:21 - Delete
Sempre la stessa solfa... noi siamo uno Stato laico ma dobbiamo rendere legge ciò che viole la Chiesa. Poi attacchiamo l'Islam perché c'è troppa ingerenza da parte della loro religione.
In pratica ipocriti, convinti di conoscere la verità assoluta e pronti a decidere per gli altri (insomma, qualcosa che il vero cristianesimo condannerebbe).
Riassumendo, è tutta facciata per farsi belli sulle spalle degli altri.
loran
11 agosto 2011 12:07 - Delete
E allora il suo cosa è?
Simone
11 agosto 2011 13:06 - Delete
E mi sa che questa volta il buon Gasparri ci ha preso!
Paola COncia non si e´sposata per un mootivo molto semplice: in Germania non e´permesso sposarsi alla coppie gay/lesbiche.

In Germania esiste la Eingetragene Lebenspartnerschaft convinvenza registrata) che prima di tutto non si chima matrimonio, prima differenza, e permangono altri limitazioni oper esempio no si puo´adottare.

Qundi spiace moltissimo ma Gasparri, anche se con motivazioni sbagliate, stavolta ha ragione!
Francesco Eftapelagos
12 agosto 2011 00:38 - Delete
sarà... ma per dirla tutta, anche quello di Gasparri è un finto cervello!
Red
12 agosto 2011 03:18 - Delete
@Simone Non credo che il commento di Gasparri fosse un appunto tecnico, ma temo sia solo una presa di posizione contro ogni forma di unione che non vada troppo a genio al Vaticano...
Simone
12 agosto 2011 09:30 - Delete
Ma certo che Gasparri no stesse parlando di quello di cui parlo io.
Soltanto ch eun movimento gay serio dovrebbe aver fatto comprendere che nemmeno in Germnai i gay sono trattati come gli eterosessuali.
La quasi uguaglianza none ´uguaglianza! Se in primis i gay non cpaiscono questo punto come posssimao sperare che lo capiscano gli etero???
Mistero....
Java
13 agosto 2011 00:13 - Delete
Penso che i giornali veicolino spesso le notizie in modo sempre un po' polemico. Ammettiamo che anche Gasparri sia conoscenza della legge tedesca a riguardo (avrà pure una decina di servi che per ottenere meriti si arrabattano alla ricerca di ogni cosa che gli possa servire). Di certo fa più scalpore presentarlo come un attacco agli omosessuali piuttosto che una disquisizione sulla tecnicità dell'istituto del matrimonio... mah. se le cose fossero più semplici... se dichiarasse "alla fin fine la cosa non mi tocca personalmente, ma finchè una persona non sarà libera di amare chi vuole, non si potrà dire che l'Italia è uno stato democratico e libero" Mi viene in mente il discorso di un certo Zapatero al momento di legiferare sulle unioni omosessuali...
condemi
22 marzo 2012 12:38 - Delete
La piccola querelle mi ricorda il film giapponese di Kurosawa "rashomon".Ognuno vede una giusta parte della verità,ma non l'intero accaduto.Credo che non saranno i sofismi a darci l'uguale dignità,comunque.Luigi43

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